Artwork

Il silenzio non è una mancanza od una assenza ma al contrario va considerato un’attività psichica tramite la quale vengono messi tra parentesi i suoni derivanti dal mondo inanimato per accedere ad una specifica dimensione, non cosciente di rapporto interumano all’interno della quale possono emergere linee, immagini in movimento il contenuto delle quali è la vitalità e la possibilità di evolvere verso forme sempre più complesse ed il linguaggio.

Domenico Fargnoli, 2007

 

2020

 

Tumulti di superficie
Spazio e materia, colti nel rapporto dialettico, danno sostanza visiva alle opere di Cecilia Chiavistelli. Queste immagini fortemente dinamiche, rivelano la “cifra” della sua identità artistica ed esistenziale.
Cecilia Chiavistelli è testimone di quella forma  di nuovo espressionismo astratto, che rappresenta una delle correnti più significative dell’arte figurativa del nostro tempo.
La sua personalità forte e vitale crea immagini dove l’oggetto si dissolve nell’evento spazio-tempo a testimonianza di quel processo creativo, quando la materia assume la sua forma.
Romano Morando

 

2019

2018

Nei dipinti caratterizzati da un’ampia gamma di colori, si rileva la presenza di un segno che sembra articolarsi in una suggestiva narrazione che è fenomenologia di sensazioni e pensieri. Nelle sue opere su carta la superficie o, meglio, le superfici diventano uno spazio di germinazione che Cecilia Chiavistelli sembra esplorare per far emergere segni, sensazioni, fantasie che provengono dall’inconscio. L’artista si muove stilisticamente nell’ambito di una ricerca informale che non diviene mai pura astrazione lirica. C’è, infatti, una sensibilizzazione della superficie in termini emozionali che poggia sulla concretezza tutta toscana dell’artista. Con le sue opere mira a suggerire effetti spaziali del tutto inediti. Una pittura basata sul valore del segno, tra spontaneità e controllo, tra spunti grafici e pittorici. I dipinti sono vortici, forme in movimento, narrazioni di grande densità.
Alessandro Lazzeri