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I dipinti su carta di Cecilia Chiavistelli, si pongono come momento significativo di una lunga attività dell’artista, dopo i dipinti su tavola e un lungo periodo dedicato alle sue magnifiche “morandiane” sculture su carta. Molti artisti impegnati nel rinnovamento del linguaggio plastico, amano la carta che, attraverso le loro mani, muta fino a sembrare un medium completamente diverso. Altri invece amano farla apparire per ciò che è realmente, esaltandola, intagliandola o creando lavorazioni a strati. Cecilia Chiavistelli non usa la carta come supporto piatto da utilizzare solo come superficie. E’ piuttosto una stratificazione di fogli incollati che regala opere che s’impongono al tatto. L’artista riesce a creare dipinti di straordinaria consistenza che trascendono la fragilità della carta, evidenziando la tendenza a indagare e a sfruttare la vitalità organica della materia e le sue possibilità espressive. Se i valori tattili, insieme al movimento, sono dunque le qualità che permettono a un oggetto raffigurato di essere percepito come esistente, le opere di Cecilia Chiavistelli s’impongono come presenze che inducono quasi a toccarne la superficie e a cogliere l’antica vocazione dell’artista per la scultura.

Nei dipinti caratterizzati da un’ampia gamma di colori, si rileva la presenza di un segno che sembra articolarsi in una suggestiva narrazione che è fenomenologia di sensazioni e pensieri. Nelle sue opere su carta la superficie o, meglio, le superfici diventano uno spazio di germinazione che Cecilia Chiavistelli sembra esplorare per far emergere segni, sensazioni, fantasie che provengono dall’inconscio. L’artista si muove stilisticamente nell’ambito di una ricerca informale che non diviene mai pura astrazione lirica. C’è, infatti, una sensibilizzazione della superficie in termini emozionali che poggia sulla concretezza tutta toscana dell’artista. Con le sue opere mira a suggerire effetti spaziali del tutto inediti. Una pittura basata sul valore del segno, tra spontaneità e controllo, tra spunti grafici e pittorici. I dipinti sono vortici, forme in movimento, narrazioni di grande densità. Le superfici spesso rugose ed irregolari danno una forte sensazione di concretezza e al contempo creano con un riuscito accostamenti dei colori una grande forza espressiva che rivela la dinamica di un percorso creativo pressoché continuo. L’attuale ricerca è un momento di passaggio, tradisce un’ansia creativa di cui possiamo solo intuire ulteriori sviluppi, perché la ricerca e l’espressione artistica è per dirla con Merleau Ponty “come un passo nella nebbia: nessuno può dire dove e se da qualche parte condurrà”.

Alessandro Lazzeri

 

 

 

 

 

CChiavistelli

Oltre ad essere una graphic designer, Cecilia è un’artista che tratta principalmente il legno, il cartone e la carta. Lavora ed espone regolarmente da diversi anni ed organizza ateliers e corsi per chi desidera avvicinarsi al mondo artistico della carta. Le sculture in mostra sono realizzate in carta velina bianca. Si tratta di una ricerca molto particolare che si propone di rivisitare e di dare un senso nuovo ad oggetti di utilizzo quotidiano. L’oggetto viene privato della sua utilità, ma gli viene attribuito un grande valore estetico e decorativo. E questo avviene in maniera semplice e rispettosa, senza deformare l’aspetto originario dell’oggetto quando questo era pensato per essere utilizzato, senza aggiungere nessuna decorazione. L’oggetto è decorativo di per sé. Il risultato è dunque una fusione tra il realismo più puro ed una decontestualizzazione totale, tra realtà e fantasia. Anche gli oggetti oscillano fra diversi contrasti: da un lato la carta con cui sono realizzati, che è solida, ma leggera allo stesso tempo; dall’altra il colore, il bianco, che dà un senso di poesia e di delicatezza, che porta in una dimensione di pace e di silenzio, ma che si fa anche notare, che riflette la luce e che ci parla, obbligandoci a interrogarci sulla sua sostanza. L’arte può nascere da tutto e le sculture di Cecilia sono un insieme di suggerimenti presi dall’esterno e di lavoro personale. Nascono dalle azioni e dai pensieri quotidiani come camminare, sedersi, mangiare, bere. Si ha l’impressione che si potrebbe creare tutto un mondo fatto di carta, leggero, pulito, candido e luminoso. Le creazioni di Cecilia sono di una bellezza delicata e, al tempo stesso, sfolgorante.

Nora Segreto, 2016